Le aziende italiane soffrono l'automazione AI Turismo, via ad altri obblighi strutturali per l’extralberghiero in Sicilia Allarme rapimento per una donna nel cofano a Caltanissetta, ma era modo per nascondere l'amante Palermo, sedicenne muore dopo lo scontro con un mezzo Rap: autorizzata la donazione degli organi Hantavirus, il Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico: "Anche in Sicilia alzato il livello di attenzione" Maxi emergenze, l’Opi di Agrigento con Occhipinti  incontra gli studenti di Infermieristica Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, la Regione punta alla proroga della convenzione con il Bambino Gesù Nuovo Consiglio per l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Agrigento, i saccensi Arena e Di Stefano Le aziende italiane soffrono l'automazione AI Turismo, via ad altri obblighi strutturali per l’extralberghiero in Sicilia Allarme rapimento per una donna nel cofano a Caltanissetta, ma era modo per nascondere l'amante Palermo, sedicenne muore dopo lo scontro con un mezzo Rap: autorizzata la donazione degli organi Hantavirus, il Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico: "Anche in Sicilia alzato il livello di attenzione" Maxi emergenze, l’Opi di Agrigento con Occhipinti  incontra gli studenti di Infermieristica Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, la Regione punta alla proroga della convenzione con il Bambino Gesù Nuovo Consiglio per l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Agrigento, i saccensi Arena e Di Stefano
Risoluto

Palermo, condannata in appello la figlia dell’amante di Messina Denaro: “Aiutò il boss latitante”

Di Cristian Ruvanzeri
Palermo, condannata in appello la figlia dell’amante di Messina Denaro: “Aiutò il boss latitante”

La corte d'Appello di Palermo, riformando parzialmente la sentenza di primo grado, ha condannato a tre anni di carcere Martina Gentile, figlia della maestra Laura Bonafede, storica amante di Matteo Messina Denaro.

Gentile, che il gip aveva condannato a quattro anni, era accusata di favoreggiamento aggravato alla mafia. Secondo l'accusa, la donna, che avrebbe trascorso lunghi periodi insieme alla madre e al capomafia ricercato, si sarebbe prestata a smistare la corrispondenza del padrino e lo avrebbe aiutato durante la latitanza.

Nel processo di secondo grado è inoltre caduta la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

Cristian Ruvanzeri

Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

Tutti gli articoli